E' inutile ribadire quanto DS sia una console prettamente indirizzata al casual gaming e ad un divertimento di "poco impegno": puzzle, touch game e pocket simulation sono le prime parole che ci vengono in mente quando sentiamo parlare della console portatile di Nintendo, senza dubbio leader da sempre dell'intrattenimento da taschino. Ma non è così raro che un vero e proprio appassionato, un hardcore gamer, prenda in mano la piccola scatoletta double-screen alla disperata ricerca di qualcosa che sia diverso dal solito e frenetico sparatutto. Tuttavia, parlando di JRPG, sono veramente pochi i titoli validi giocabili sulla console di casa Kyoto e ancora meno quelli che riescono ad offrire un'esperienza emozionante e coinvolgente, elemento senza dubbio fondante del genere. Di sfruttare le potenzialità interattive del touch screen non ne parliamo: il più delle volte ci capitano per le mani giochi nei quali non si fa altro che premere quei due o tre pulsanti e il più velocemente possibile facendo strage di mostriciattoli...se non si tratta addirittura di gettarsi nell'ormai classico e ridondante combattimento a turni che Square Enix ha reso tanto popolare ma che funziona poco nell'ambito dell'handheld gaming. Bene, sono lieto di annunciare che l'attesa è finita; preparatevi per immergervi in un'incredibile e apocalittico mondo che ha molto del final (judgment) e poco del fantasy.
The World Ends with You (d'ora in poi TWEWY) è conosciuto nella terra del Sol Levante come Subarashiki Kono Sekai, traducibile in It's a Wonderful World o This Wonderful World. Questo titolo rivelazione sviluppato da Square Enix e Jupiter, coinvolge l'intero team di produzione di quel capolavoro ricordato e amato da tutti gli appassionati del genere, che fu Kingdom Hearts.
Tatsuya Kando, game director per questo titolo, ha deciso di lasciar perdere il solito remaking, il "restiamo in tema" cui son tanto affezionati designer e giocatori, e che ci porta inevitabilmente a rigiocare in falsa riga la stessa storia con personaggi che sembrano creati con lo stampino. Non voglio avere la presunzione di dire che TWEWY non ricalchi assolutamente nessuno stereotipo, videoludico, mangofilo o semplicemente nipponico, quanto piuttosto che cambiando il classico contesto fantasy con uno più terreno, reale, si può ottenere qualcosa di totalmente nuovo, restylizzato, forse parecchio eclettico ma anche molto, molto fresco.
Una metropoli, un quartiere, una storia.
Neku, un normale ragazzo di 15 anni un po' schivo e solitario, si sveglia una mattina nel bel mezzo del quartiere di Shibuya a Tokyo non ricordando assolutamente nulla del suo passato. Nella mano destra stringe una misteriosa spilletta, le "Pins" tonde che tanto vanno di moda oggi: evocando da essa un mistico potere, Neku è in grado di leggere la mente e i pensieri delle altre persone. Ad un tratto il cellulare squilla e un messaggio compare sullo schermo: "Raggiungi 104. Hai 60 minuti. Se fallisci verrai cancellato - Gli Shinigami." Grande è il mistero che il messaggio porta con sé, ma un cosa è certa, un fallimento si pagherebbe con un'inevitabile quanto rapida morte. Insieme a Shiki ed altri nuovi amici, Neku dovrà cercare di sconfiggere il Gamemaster, la perversa mente dietro questo sadico gioco, e i tenebrosi mostri del "Rumore" (in origine "Noise"). Ma nonostante l'impegno le cose si riveleranno molto più difficili del previsto, e dietro l'ombra una minaccia ancora più grande si staglierà...
Parlare di originalità al giorno d'oggi è azzardato. Lo ammetto, quello che vi ho detto non è che uno stralcio della lunga trama di TWEWY che serve ad inquadrare una storia costruita di tanti piccoli eventi, fatta di personaggi, sfide e combattimenti. Escludendo il protagonista, la cui storia rimane avvolta in gran parte da un alone di mistero, le altre figure, quelle di supporto, sono molto ben caratterizzate, cosa largamente sottovalutata in molti recenti titoli, che presentano spesso plot interessanti con personaggi tuttavia mal inseriti nel contesto.
L'ambientazione è certamente nuova se ripensiamo ai tradizionali titoli rpg giapponesi, infarciti di steampunk e atmosfere medievali ormai ridondanti citazioni di sé stesse. Al posto del classico e povero villaggio di contadini attaccati improvvisamente da una orda di improbabili nemici, TWEWY vuole rappresentare un universo molto più familiare e conosciuto, quello che viviamo tutti i giorni, la quotidianità del XXI secolo. Per chi non lo sapesse, Shibuya è uno dei quartieri speciali di Tokyo, centro nevralgico dello shopping nella grande metropoli nipponica. Il teenager cui prendiamo il controllo sin dai primi minuti di gioco, si trova catapultato in una dimensione parallela, nella quale nessuno può vederlo tranne gli altri partecipanti al gioco, gli Shinigami e pochi altri.
Ogni giorno ci viene affidata dal gamemaster una nuova missione da compiere, con un conto alla rovescia e un obiettivo da portare a termine. Le indicazioni ci arrivano tramite un messaggio sul telefonino, di fondamentale importanza per tutto l'arco del gioco nonché strumento che ci portiamo dietro dall'inizio di questa assurda avventura sino alla fine. Grazie al cellulare possiamo verificare l'equipaggiamento, accedere al database dei mostri, impostare le opzioni e salvare la partita.
Seppur invisibile ai più, Neku deve interagire con l'ambiente circostante e quindi con le persone che popolano Shibuya: leggere i pensieri della gente è di particolare importanza, e ancora di più influenzarne la mente.
Com'è intuibile, il gioco si basa su scontri e combattimenti in tempo reale, nei quali i nemici sono manifestazioni fisiche di una misteriosa "Interferenza sonora". Le minacce in questione sono rappresentate in vaghe forme animalesche, spesso mutate e distorte nella loro terrificante presenza.
Tutte le mosse e gli attacchi del nostro beniamino sono resi possibili solo grazie alle famigerate spille di cui si parlava poco sopra: ciascuna "Pin" racchiude in sé un ben preciso potere unico, che è possibile incrementare di forza e intensità grazie ad un tradizionale sistema di livellamento a punti d'esperienza. Le spille sono infatti più di trecento, numerate e catalogate un po' com'era per i Pokèmon, ed è possibile farle aumentare di livello e addirittura evolvere a piacimento seguendo diversi metodi. Questa caratteristica di TWEWY stimola anche a portare avanti il gioco oltre la main quest, per collezionare tutte le spille, evolverle, recuperare le più rare sconfiggendo i boss secondari. E' anche possibile scambiarle in wireless con altri giocatori e amici.
Ma la complessità di questo sistema di creazione del personaggio e del suo pacchetto mosse, unico e incredibile, non si ferma qui. Questo è solo l'inizio. E' doveroso far sapere che ogni Pin ha un proprio marchio, un po' com'è per i vestiti e per la moda in genere; allo stesso modo ogni isolato ha un brand, o meglio una classifica dei marchi più trendy e più in voga tra i giovani ivi presenti. Ne deriva che ad ogni angolo quale svolterete, sarà opportuno cambiare set di spille (in gergo "Deck"), per poter massimizzare i vostri attacchi, rendendo più efficace l'equipaggiamento in vostro possesso e quindi incrementare l'exp rate.
In supporto alle spillette, è possibile equipaggiare il team con un vestiario che ne incrementa le doti psico-fisiche.
Il tutorial e i training sono molto ben costruiti, esplicativi e completi, anche se a tratti un po' noiosi ed eccessivamente lunghi. I programmatori garantiscono un minimo di 12 ore di gioco, ma il divertimento è assicurato per un quantitativo di ore almeno doppio, se non triplo per i più meticolosi o per coloro che vogliono cimentarsi in un'esplorazione completa della mappa.
Un'interazione mai vista prima.
E' impresa ardua raccontare un gameplay complesso e a tutto tondo come quello di TWEWY, tanto quanto risulta difficile descrivere l'interazione di un qualsiasi gioco per Wii a qualcuno che non ha mai impugnato un Wiimote. Vi basti sapere che ogni dispositivo della piccola console è stato preso in considerazione dai programmatori per il concepimento delle azioni da svolgere in battaglia, dalla croce direzionale al pennino fino al microfono, quest'ultimo tristemente sfruttato in pochissimi titoli.
La cosa che per prima attira l'attenzione del giocatore, e al tempo stesso ne scombussola le sue normali percezioni, è il sistema di combattimento, che permette all'utente di prendere le redini non di un solo personaggio ma di due per volta, il protagonista Neku sempre relegato allo schermo inferiore e controllato quindi con i sistemi interattivi, ed un secondo personaggio (che varia nell'evolversi della storia) che è visualizzato invece nello schermo superiore e controllato con il d-pad in un sistema che ricorda alla lontana i giochi DDR.
Le Pins sono suddivise in varie categorie, a seconda del tipo d'interazione che attiva il relativo potere in esse contenuto; così se per usare "Masamune" devo tocchettare leggermente il nemico col pennino, per attivare il potere della "Twister" Pin mi tocca soffiare energicamente nel microfono.
Tecnicamente...davvero la fine del mondo.
TWEWY si presenta molto completo nell'intero comparto tecnico. La grafica è molto ben costruita, concepita per strabiliare plasmandosi al mezzo portatile di Nintendo. Il design scelto per rappresentare ambienti e personaggi è fresco, brillante, con tematiche e stilemi ripresi da quelli underground della metropoli, come i graffiti, la street art e la cultura giovanile in genere, tanto quella nipponica quanto quella l'americana. I paesaggi sono basati sulle vere location del quartiere giapponese in cui è ambientata la vicenda, come il centro commerciale 109 (nel gioco 104), la stazione di Shibuya con la sua statua di HachikÅ, addirittura le ambientazioni metropolitane al gusto di "ghetto newyorkese". I menù, le icone e le varie sottografiche sono vivaci, colorate e sprizzano energia e dinamismo da tutti i pori...o meglio da tutti i pixel.
I pezzi narrativi sono raccontati attraverso una grafica statica pur restando fortemente godibili e appassionanti, con dei dialoghi proposti sotto forma di baloon in forte tradizione manga, con sagome e busti dei personaggi che scorrono su schermo un po' come accade nell'acclamata serie di Phoenix Wright.
Nessuno lo avrebbe mai detto ma anche la colonna sonora del nuovo titolo Square Enix è di qualità eccelsa, soprattutto quando calibrata alla perfezione nel contesto in cui è inserita; giovane, musicalmente ricca, portatrice di sonorità d'ogni tipo, dalla tradizionale e tanto apprezzata elettronica fino al j-pop e al rap.
Fine del gioco.
TWEWY è un'inaspettata sorpresa in quel piccolo grande mondo della handheld console di Nintendo, un titolo che tanti attendevano con ansia e che speravano uscisse sin dal debutto di DS, un gioco che ora si appresta a raggiungere gli scaffali per stupire l'intero pubblico, una vera killer application da portare in tasca, nonché una tappa obbligata di ogni amante del JRPG.
Ultima nota, una delle poche dolenti, è la mancata trasposizione in lingua italiana, non contemplata forse per un presagito scarso successo nella penisola italica già messo in conto dal publisher. Ma se siete appassionati di video games, forse è arrivato il momento di imparare l'inglese.
PRO
- Storia avvincente e ritmo incalzante;
- Gameplay vario, immersivo e dannatamente divertente;
- Collezionare Pin crea dipendenza;
- Audio/Video molto curati.
CONTRO
- A volte troppo complesso tra numeri e statistiche gdr;
- Multiplayer un po' scarno;
- Assenza della lingua italiana.
Grafica: 92
Sonoro: 88
Giocabilità: 90
Longevità/Rigiocabilità: 98
Multiplayer/Online: 73
Innovazione: 95