Fino a qualche tempo fa gli amanti di videogiochi dell’orrore di ogni parte del mondo avevano due indiscutibili punti di riferimento circa il loro genere preferito: titoli come Resident Evil e Silent Hill hanno in passato turbato le notti di molti. Ma gli anni trascorrono per tutti, e anche questi due storici capisaldi hanno dovuto cedere il passo a videogames più giovani e più al passo coi tempi. Emerso dal nulla come un brivido improvviso, Dead Space ha ricordato a noi giocatori disillusi cosa fosse l’ansia di ritrovarsi soli contro eserciti di non morti, reclusi in un ambiente ostile riecheggiante di ombre e rumori sinistri con l’unico intento di non morire.
E’ passato solo un anno dal debutto su PS3 ed Xbox360 della nuova generazione di survival horror: serie giovanissima ma già di culto, Dead Space è ha saputo ritagliarsi un fandom di tutto rispetto, che richiedeva ben presto una nuova esperienza ludica all’altezza della precedente. Gli sviluppatori di Visceral Games non si sono fatti pregare, ed ecco un secondo videogioco dagli stessi toni macabri e claustrofobici ma questa volta pensato per Nintendo Wii.
In molti si dissero delusi quando fu rivelata la piattaforma di destinazione del nuovo titolo, vinti dal pregiudizio che la console bianca non fosse adatta ad un’esperienza di questo tipo, vuoi per le sue limitazioni tecniche non in grado di poter offrire qualcosa di paragonabile a quanto visto sulle macchine Sony e Microsoft, vuoi per la sua utenza percepita come maggiormente interessata a giochi per tutta la famiglia. In barba ai detrattori, Electronic Arts è riuscita con Dead Space Extraction nell’intento tutt’altro che semplice di non far rimpiangere le console in alta definizione. Scopriamo insieme come, avventurandoci ancora una volta a bordo della nave spaziale degli orrori, la USG Ishimura.
Twinkle twinkle little star...
La storia raccontata in Dead Space Extraction costituisce un prequel alla terrorizzante missione di ricognizione che Issac Clark condurrà tre settimane dopo su PlayStation 3 ed Xbox 360. Assisteremo in prima persona al ritrovamento del “Marchio”, un antico manufatto alieno rinvenuto sulla colonia spaziale Aegis VII che è considerato di straordinaria importanza mistica dalla Chiesa di Unitology. Purtroppo, come già sa chi ha affrontato gli orrori di Dead Space, proprio il Marchio è la causa di una stranissima epidemia che porta follia terrore e morte tra i coloni spaziali, destinati a tramutarsi in orribili creature pronte a dare la caccia ad altri esseri umani perché irretite da misteriose voci manipolatrici.
Faremo la conoscenza di un manipolo di sopravvissuti alla follia collettiva generata dal Marchio, su tutti il P-Sec (Planet-Side Security) Nathan McNeill, il suo collega gabe Weller e la misteriosa Lexine Murdock, dotata di una strana connessione mentale con il Marchio. Insieme a loro sarà nostro compito tentare di scampare all'orrore indicibile che attanaglia la colonia mineraria.
La trama si sviluppa lungo dieci capitoli dalla discreta lunghezza, per una longevità che si attesta attorno alle 8 ore nel corso delle quali diversi personaggi si alterneranno sotto il nostro controllo. Incrociando le loro traumatiche esperienze riusciremo a ricostruire il terrificante quadro di eventi che hanno portato l'orrore sulla Ishimura. Il plot si dipana in maniera scorrevole ed aggraziata, impreziosito da una regia pressochè perfetta che saprà accompagnarvi verso un finale cliffhanger forse non allo stesso livello delle premesse ma che ben si ricollega all'esordio del gioco per le console in HD.
Sebbene Extraction si lasci ben giocare, una volta terminata l'avventura principale difficilmente vi verrà voglia di affrontare nuovamente i vari livelli per raccogliere i vari appunti e testimonianze disponibili lungo il percorso, alcuni dei quali riciclati dal primo Dead Space, o per sbloccare le parti del fumetto digitale che approfondisce ulteriormente la storia di Aegis VII.
Terminando i vari stages avrete anche modo di accedere ad una Challenge Mode con un amico, ma attenzione alle munizioni raccolte, che si divideranno senza possibilità di appello tra i vostri inventari separati. Lo schermo tende poi ad essere troppo caotico quando compaiono due mirini, ciò potrebbe minare la vostra pazienza prima di quanto crediate.
Esperienza guidata
Dead Space Extraction è uno shooter in prima persona su rotaia. La tipica caratteristica che connota questo genere di videogame, che sembra vivere di questi tempi una nuova giovinezza, è che noi giocatori non abbiamo potere sul movimento del personaggio in cui andremo ad immedesimarci: assumeremo il suo punto di vista ma non il controllo delle sue gambe, perché camminerà e procederà lungo ogni livello unicamente seguendo quanto programmato da script e regia del gioco. Abbiamo però un’importante responsabilità: sparare, sparare e sparare per uccidere tutti i numerosi nemici assetati di sangue che cercheranno di impedirci di proseguire.
Stessi nemici, stessa tattica: come il precedente episodio ci ha insegnato, queste abiette creature non morte sono diverse dai soliti zombies a cui tanti videogame ci hanno abituato, poichè i classici colpi alla testa si riveleranno poco utili allo scopo di renderle inoffensive. I Necromorfi continueranno a trascinarsi inesorabili verso di voi per ferirvi, ed il segreto per risparmiare preziose munizioni sta nel mirare ai loro arti per – letteralmente – smembrarli.
Parlando di controlli, giocando a questa nuova creazione di Visceral Games per Wii ci accorgeremo ben presto di come i programmatori abbiano ben ponderato il sistema di controllo per adattarlo al meglio a ciò che propone la Nintendo Difference. Impugnando il Telecomando Wii con una mano ed il Nunchuck con l’altra avremo facile ed intuitivo accesso alle varie azioni che il personaggio di turno da noi controllato avrà a disposizione: ovviamente puntando il Wiimote visualizzeremo a schermo il mirino della nostra arma e faremo fuoco col grilletto B. Teniamo a mente la funzione di fuoco secondario: tutte le armi hanno una differente seconda modalità di sparo accessibile inclinando il polso e premendo B mentre impugniamo la periferica lateralmente. La cosa è un po’ macchinosa e può dare qualche fastidio, soprattutto nelle sessioni più concitate: alla fine è probabile che utilizzerete solo il fuoco alternativo della Lama al Plasma, che potendo ruotare da verticale ad orizzontale si rivela decisiva nell’operazione di dissezione degli arti dei Necromorfi.
Il pulsante superiore A è il vostro secondo miglior amico: esso attiva il modulo di Telecinesi, mediante il quale muoverete oggetti in vario modo soprattutto attirerete a voi gli indispensabili medikit, munizioni e casse di rifornimento sparsi sul percorso di gioco. Come ogni on rail shooter che si rispetti, tale operazione di rifornimento di pallottole ed energia deve essere fatta con velocità e destrezza: la telecamera inquadra gli oggetti da raccogliere solo per pochissimi secondi prima di proseguire oltre, e non avete la possibilità di voltarvi e tornare indietro a rastrellare le vettovaglie. Fatele vostre il prima possibile o mai più.
Agitando il telecomando caricheremo la batteria cinetica della nostra torcia, indispensabile per illuminare le zone più buie. Sempre sul Wiimote si trovano poi i comandi di pausa ed accesso al menù, da cui tra l’altro è anche possibile scegliere di riavviare il livello in corso in caso la nostra performance non sia delle migliori.
E’ anche possibile giocare adoperando l’accessorio Wii Motion Plus in modo da potenziare la ricettività del Wiimote, ma il miglioramento delle prestazioni non è significativo: meglio risparmiare le batterie adoperando il controller al naturale.
La mano sinistra domina invece il Nunchuck: lo stick analogico serve per selezionare l’arma equipaggiata. Ovviamente non serve a muovere il nostro personaggio, perché come è stato detto il giocatore non ha alcun controllo su questo aspetto: siamo spettatori dell’avventura per come ce la stanno proponendo gli sviluppatori, e dobbiamo necessariamente adeguare grilletto e coronarie ai ritmi, a volte serrati, imposti da EA. Un veloce click dell’indice sinistro sui pulsanti C e Z ci permette rispettivamente di adoperare il modulo di stasi, altra dotazione militare comune nel mondo fittizio di Dead Space utilizzata per rallentare nemici ed oggetti troppo veloci, e di ricaricare l’arma equipaggiata; scuotendo invece la periferica daremo adito invece ad un attacco corpo a corpo utile a distruggere ostacoli che ci sbarrano il cammino ma anche provvidenziale per allontanare quanto basta un nemico che fosse riuscito a metterci alle strette.
Data la tipologia di gioco, il gameplay di Extraction si basa per larga percentuale sui controlli appena enunciati, utili per destreggiarsi nel corso delle varie sparatorie con i mostri aberranti che andremo ad eliminare. Ci sono però anche momenti dal differente approccio ludico, in cui saremo chiamati a risolvere semplicissimi enigmi come il ripristinare un collegamento elettrico mancante inserendo al posto giusto un alimentatore, usare la stasi temporale su cavi scoperti o ventole per riuscire a passarci attraverso indenni o la telecinesi su un pannello risolvendo elementari minigiochi. Ritorna inoltre dal gioco precedente la possibilità di acquistare upgrade per le nostre armi, che possiamo potenziare ed inserire nel nostro equipaggiamento a cavallo tra un livello e l’altro. Non che si possa gridare alla volta multi genere, DSE resta comunque un puro shooter su rotaia dall’interattività con l’ambiente pressoché nulla se non limitatamente ad eventi precalcolati: queste piccole digressioni riescono però a dare al gioco uno spessore diverso da un qualsiasi House of the Dead, cosa che insieme alla trama estremamente ben raccontata e alla regia che sfrutta una telecamera volutamente incerta e preoccupata, quasi amatoriale ad emulare lavori cinematografici come Cloverfield o The Blair Witch Project, riesce a dare al gioco uno spessore globale degno di questo importante franchise Electronic Arts.