Osannato da molti come uno dei migliori FPS in circolazione, la serie di Call of Duty ha finalmente deciso di mettere piedi sui doppi schermi dei nostri Nintendo DS con un porting dell’ottimo Modern Warfare, sottotitolato per l’occasione con l’appellativo “Mobilized” (da ora semplicemente CoD: Mob) ad indicarne la sua natura spiccatamente tascabile. All’annuncio, la felicità di un Call of Duty portatile che non fosse su cellulare ma su console fu molta, anche se tutti erano memori dei non proprio lusinghieri risultati di un altro apprezzatissimo FPS, quel Metoid Prime: Hunters che aveva dimostrato tutti i limiti del caso nel trasportare un first person shooter su schermi tascabili. Ovviamente all’uscita del gioco nel Bel Paese abbiamo impugnato i nostri pennini e siamo scesi in prima linea, curiosi di vedere come si sarebbero comportati Activision e lo sviluppatore N-Space all’accoppiata touchscreen/pennino del DS. I risultati? Non vi resta che leggere questa review!
Toccata e fuga!
La trama di questo CoD: Mob è tanto semplice quanto scontata: un gruppo di terroristi ha messo le proprie mani su armamenti nucleari e toccherà alle solite truppe d’elite (divise tra una fazione inglese ed una americana) sventare i piani bellici dei malvagi guerrafondai. Una trama semplice, forse fin troppo, che farà da sfondo ad una campagna ottimamente imbastita seppur abbastanza lineare, quasi a sottolineare il voler puntare più all’azione che alla pura narrazione. E di azione in questo Mobilized ce n’è da vendere, tanto che il gioco si divide tra diverse modalità, tutte sviluppate per sollazzare l’utente in pieno stile handled. Avremo quindi la modalità principale “Campagna”, caratterizzata da missioni brevi ma molto intense, così come parimenti brevi ed intense saranno le missioni della così detta “Modalità Bonus” che, divisa in “Sfide” “Arcade” e “Sopravvivenza”, sarà incentrata su operazioni dal tempo limitatissimo in cui si dovrà far fronte a diversi obiettivi, come la conquista di determinate zone o l’uccisione di un preciso numero di nemici. A seguire la “Partita Veloce” in cui si potrà giocare uno qualsiasi dei livelli sbloccati nel corso della campagna principale ma con obiettivi ben precisi e rapidamente raggiungibili. Ed infine un’ovvia modalità di tutorial, chiamata “Addestramento”, utile a prendere la dovuta dimestichezza con i controlli di gioco, e credeteci, mai come in questo CoD un tutorial è più che d’obbligo! La curva di difficoltà del titolo è settata nettamente in salita, la qual cosa rende il gioco decisamente ostico ed, a tratti, decisamente frustrante. È da dire che i nemici, per ovvie limitazioni dell’hardware, saranno molti di meno rispetto alle controparti per home console, tuttavia questi saranno decisamente più forti ed agguerriti, il che li renderà capaci di abbatterci con pochissimi colpi! Occorrerà quindi dimestichezza e ponderazione, senza le quali sarà impossibile andare avanti. Sparare forsennatamente corrisponderà spesso a morte certa, mentre saranno premiati tatticismo e riflessione. Tutte modalità che sapranno risultare estremamente appaganti, tarate intelligentemente per una fruizione veloce, ideale per il gioco “rapido” cui dovrebbero essere avvezze le console portatili.

Cooking duty?!
E come se non bastasse, a ricordarci che si parla di una “conversione portatile” per DS ecco arrivare, anche in questo CoD portatile alcuni “mini giochi”, pronti ad infarcire in maniera più o meno succulenta le varie missioni cui ci troveremo a far fronte tra una sparatoria e l’altra. L’idea di inserire dei mini giochi in un titolo del genere potrebbe far storcere il naso ai più, ed invece ecco che queste piccole sessioni si sono dimostrate delle variazioni al tema più che gradite, capaci non solo di legarsi perfettamente all’andamento del gioco, ma anche di sollazzare con gusto l’utente. Largo allora a voli in aereo all’insegna della ricognizione, postazioni fisse dal quale bersagliare i nemici ed altro ancora. Semplici ma molto efficaci, queste piccole trovate di gioco non solo hanno un feeling tipicamente “Nintendo”, ma sono anche meritevoli di una realizzazione riuscitissima ed ottimamente implementata, la qual cosa, in un certo senso, ci è sembrata una rinfrescata alle meccaniche di CoD davvero interessante.
Una guerra da mal di testa!
Ma non potremmo parlare di questo CoD: Mob se non spendessimo almeno qualche riga sul sistema di controllo, vero e proprio fulcro della nostra curiosità verso quest’ultimo prodotto Activision. Lo abbiamo già detto ma lo ripetiamo: questo capitolo di Call of Duty è dannatamente difficile! E lo diventa ancor di più in virtù di una scelta non proprio sensata di affidare la mira ai movimenti dello stilo. In pratica la rotazione della telecamera (e dunque la mira) sono affidati allo spostamento della visuale per mezzo del pennino del DS la qual cosa rende soprattutto le prime sessioni decisamente roba da “mal di testa”. Ne viene da se che il sistema è anche incapace di risultare preciso come dovrebbe costringendoci sempre a veloci raffiche di colpi seguite da costanti fughe e/o coperture. Il resto dei tasti si comporta invece in maniera egregia, con i movimenti e l’abbassamento affidati al pad, il comando di fuoco occupato dai grilletti dorsali e la gestione armi affidata ancora una volta all'accoppiata pennino/schermo DS su cui saranno presenti dei tasti "touch" con il quale modificare l'arma equipaggiata. Una scelta insomma molto stravagante che vi renderà la vita difficile, paradossalmente più di un qualsiasi capitolo della serie giocato su console! Insomma, come già molti giocatori riscontrarono per Metroid: Hunters, il Nintendo DS sembrerebbe davvero incapace di ospitare degnamente un qualsiasi titolo FPS. Peccato.